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Quinta
Decina
Modo
di recitare santamente il Rosario
41ª
Rosa
116) Non la
lunghezza ma il fervore della preghiera piace a Dio e ne
conquista il cuore. Una sola
Ave Maria detta bene è più meritoria di centocinquanta dette
male. Quasi tutti i cattolici recitano il Rosario, o una parte
o almeno qualche decina di Ave; perché allora sono tanto
pochi quelli che si correggono dei loro peccati e avanzano
nella virtù, se non perché non recitano queste preghiere
come si deve?
117) Vediamo
dunque in qual modo occorra recitarle per piacere a Dio e farci più santi.
Anzitutto chi recita il Rosario deve essere in grazia di
Dio o almeno risoluto ad uscire dallo stato di colpa, poiché
la teologia insegna che le buone opere e le preghiere
fatte in peccato mortale sono opere morte, non gradite
a Dio e senza alcun merito per la vita eterna. Così deve intendersi
quel che sta scritto: "La sua lode non s'addice
alla bocca del peccatore" (Sir 15,9). La lode e il
Saluto angelico e
la stessa Orazione domenicale non possono piacere a Dio
quando sono pronunciate da un peccatore impenitente:
"Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è
lontano da me" (Mc 7,6). Le persone che si iscrivono nelle mie
confraternite - dice Gesù Cristo - e recitano ogni giorno
il Rosario intero o una parte senza nessuna contrizione
dei propri peccati "mi onorano, sì, con le labbra, ma
il loro cuore è ben lontano da me".
Ho detto
"o almeno risoluto ad uscire
dallo stato di colpa":
1)
Perché se fosse assolutamente necessario essere
in grazia di Dio per fare delle preghiere che gli siano gradite,
ne seguirebbe che quanti sono in peccato mortale non
dovrebbero mai pregare, mentre proprio loro hanno più
bisogno di pregare che non i giusti, e non si dovrebbe mai consigliare ad un peccatore
di recitare il Rosario poiché gli sarebbe inutile. Questo è un errore
condannato dalla Chiesa.
2) Se con la volontà di restare in peccato e senza alcuna
intenzione di uscirne, ci si iscrivesse in una confraternita
della Vergine santa o si recitasse il Rosario o altra
preghiera, saremmo del numero dei falsi devoti di Maria,
di quei devoti presuntuosi ed impenitenti, che sotto il suo
manto, con lo scapolare sul petto o la corona in mano vanno
gridando: "Vergine santa, Vergine buona, Ave Maria". E intanto crocifiggono e feriscono crudelmente
Gesù con i loro peccati, e precipitano così
dalle più sante confraternite di Maria nelle fiamme dell'inferno.
118) Consigliamo
il Rosario a tutti: ai giusti perché perseverino e crescano in grazia di Dio, ai peccatori
perché lascino le vie del peccato. Ma non sia mai che noi esortiamo
un peccatore a farsi del manto di protezione di Maria,
un manto di dannazione, nascondendo sotto di esso
le proprie colpe, e a convertire il Rosario, che è rimedio
ad ogni male, in un veleno funesto e mortale.
Corruptio optimi pessima.
Il dotto cardinal Hugues dice:
"Bisogna essere angeli
di purezza per accostarsi alla santa Vergine e recitare il
Saluto
angelico". La Madonna stessa un giorno
fece vedere ad un impudico, che recitava quotidianamente il Rosario,
dei bei frutti in un recipiente sporco d'immondizia. Egli ne ebbe
ribrezzo e la Vergine gli disse: "Ecco come mi
servi,
mi presenti delle belle rose in un vaso sporco
e corrotto. Giudica tu stesso se posso gradirle".
42ª
Rosa
119) Per pregare bene
non basta esporre le nostre domande con la più bella fra le preghiere qual è il
Rosario; occorre anche una grande attenzione perché Dio ascolta
la voce del cuore più che la voce della bocca. Pregare Dio
con distrazioni volontarie sarebbe una grande irriverenza
che renderebbe infruttuosi i nostri Rosari e ci riempirebbe
di peccati. Possiamo noi pretendere che Dio ci ascolti
se noi stessi non ci ascoltiamo? Se mentre preghiamo la
Maestà tremenda di Dio che fa tutto tremare,
ci arrestiamo volontariamente a correre dietro a una farfalla?
Ciò significherebbe allontanare da noi la benedizione
di questo gran Signore e cambiarla nella maledizione che egli lancia contro chi adempie con negligenza
l'opera di Dio: "Maledetto chi compie fiaccamente l'opera del
Signore" (Ger 48,10).
120) Certo, non
ti è
possibile recitare il Rosario senza qualche distrazione involontaria. Anzi è molto
difficile dire anche solo un'Ave Maria senza che la fantasia, sempre
irrequieta, non ti tolga un poco della tua attenzione.
Puoi però recitarlo senza distrazioni volontarie e devi prendere ogni precauzione per tener ferma l'attenzione
e diminuire le distrazioni involontarie. A tal fine
mettiti alla presenza di Dio: pensa che Dio e la sua santa
Madre ti guardano, che l'Angelo custode posto alla tua
destra coglie le tue Ave Maria, se dette bene, come altrettante
rose per farne una corona a Gesù e a Maria; pensa
che, invece, alla sinistra il demonio ti gira attorno per divorare
le tue Ave Maria e segnarle sul libro della morte,
se dette senza attenzione, devozione e modestia. Soprattutto
non dimenticare di offrire le varie decine in onore
dei misteri e di rappresentarti nella contemplazione Nostro
Signore e la sua santa Madre nel mistero che vuoi onorare.
121) Si legge nella vita
del beato Ermanno dei Premostratensi che quando egli recitava il Rosario con devota
attenzione, meditandone i misteri, la Vergine santa gli appariva splendente
di luce, con una bellezza e maestà che rapivano. Ma in
seguito la sua devozione s'era intiepidita, il Rosario era detto
frettolosamente e senza attenzione. Allora la Vergine gli
apparve
con il volto rugoso, triste e sgradevole. Ermanno si meravigliò
per tale mutamento, ma la Madre di Dio gli disse: "Mi
faccio vedere così come sono attualmente nella tua anima, perché
da tempo tu mi tratti da persona vile e spregevole. Dov'è
il tempo in cui mi salutavi con rispetto e attenzione,
meditando i miei misteri e ammirando le mie grandezze?".
43ª
Rosa
122) Nessuna
preghiera è
più meritoria per l'anima e più gloriosa per Gesù e Maria
del Rosario ben
recitato. Ma è pure difficile il recitarlo bene e
il perseverarvi, a causa particolarmente delle distrazioni
che vengono come naturalmente nella ripetizione così
frequente della stessa preghiera. Quando si recita l'Ufficio
della Madonna o i Sette Salmi o altre preghiere la
varietà dei termini e la diversità delle parole frenano l'immaginazione
e ricreano la mente: aiutano, perciò, l'anima
a ben recitarle. Ma nel Rosario, che comporta la continua
ripetizione di Padre nostro e Ave Maria con forma sempre
uguale, è assai difficile non annoiarsi o addirittura addormentarsi.
Motivo, questo, che induce nella tentazione di
abbandonarlo per scegliere preghiere più dilettevoli e meno
noiose. Occorre quindi, per perseverare nella recitazione
del Rosario,
una devozione incomparabilmente più profonda di quella richiesta da qualsiasi
altra preghiera, fosse pure il Salterio davidico.
123) Ad aumentare
le difficoltà contribuiscono sia la nostra fantasia tanto volubile da non stare un attimo,
quasi, tranquilla, sia la malizia del demonio, instacabile nel distrarci
e impedirci di pregare. Che cosa non fa il maligno
contro di noi vedendoci intenti a recitare il Rosario proprio
per sventare le sue insidie? Accresce il nostro naturale
languore e la nostra negligenza. Prima dell'inizio della
nostra preghiera aumenta la noia, le distrazioni e la
stanchezza; mentre preghiamo ci assale da
ogni lato, e quando avremo terminato di dirlo con molti sforzi e distrazioni
insinuerà: "Tu
non hai detto nulla che valga; il tuo Rosario non vale
niente, faresti meglio a lavorare e ad attendere ai tuoi
affari; perdi il tuo tempo a recitare tante preghiere vocali senza
attenzione;
una mezz'ora
di meditazione o una buona lettura varrebbe molto di
più. Domani, quando sarai meno assonnato,
pregherai con più attenzione, rimanda il resto
del tuo Rosario a domani".
Così
il diavolo, con le sue astuzie, fa
spesso tralasciare il Rosario tutto o in parte, o lo fa
cambiare o lo fa differire.
124) Non dargli
ascolto, caro confratello del Rosario, e non perderti d'animo quand'anche, durante il
Rosario, la tua fantasia fosse stata piena di distrazioni e di
pensieri stravaganti che tu hai cercato di scacciare come
ti era possibile non appena te ne accorgevi. Il tuo Rosario
è tanto migliore quanto più è meritorio, è tanto più meritorio
quanto più è difficile, e tanto più difficile quanto
meno naturalmente piacevole all'anima e più disturbato
da noiosi moscerini e formiche, che vagando qua e là, tuo
malgrado, nell'immaginazione, non lasciano il tempo allo
spirito di gustare ciò che dici e di ristorarsi nella pace.
125) Anche se tu
dovessi combattere durante l'intero Rosario contro le distrazioni, combatti pure
coraggiosamente con le armi in pugno, cioè continua a recitarlo,
quantunque senza alcun gusto e consolazione sensibile. Sarà
una lotta terribile ma tanto salutare all'anima fedele.
Diversamente, se deponi le armi, cioè se tralasci il Rosario,
sei vinto. E allora il demonio, vincitore della tua
fermezza, ti lascerà in pace e ti
rinfaccerà nel giorno del giudizio la tua pusillanimità e
infedeltà. "Chi è fedele nel poco, è
fedele anche nel
molto" (Lc 16,10).
Chi è fedele nel respingere le più piccole distrazioni
nella minima parte delle sue preghiere, sarà fedele anche
nelle cose più grandi. Nulla di più certo,
poiché l'ha detto lo Spirito Santo.
Coraggio, dunque,
servo buono e serva fedele di Gesù
e della sua santa Madre, che hai preso la risoluzione di
dire ogni giorno il Rosario. Le molte mosche - io chiamo
così le distrazioni che ti fanno la guerra mentre
preghi - non
riescano mai a farti lasciare vilmente la compagnia di Gesù
e di Maria, in cui sei mentre dici il Rosario. Più oltre
ti suggerirò alcuni mezzi per diminuire le distrazioni.
44ª
Rosa
126) Dopo aver invocato
lo Spirito Santo per recitare bene il Rosario, raccogliti un istante alla presenza
di Dio ed offri le varie decine così come vedrai più avanti.
Prima però di iniziare la decina, fermati qualche attimo,
più o meno secondo il tempo disponibile, a considerare
il mistero che stai celebrando e chiedi sempre, per
tale mistero e per l'intercessione della Vergine santa, una
delle virtù che più risaltano nel mistero e della quale hai
maggior bisogno.
Vigila soprattutto su due difetti, comuni a quasi tutti
coloro che recitano il Rosario. Il primo è di non formulare
nessuna intenzione prima di iniziarlo; se tu chiedi loro
perché lo recitano, non sanno che rispondere. Perciò abbi
sempre di mira qualche grazia da chiedere, qualche virtù da
imitare o qualche peccato da eliminare.
Il secondo
difetto, in cui si cade ordinariamente recitando il santo Rosario, è di pensare, all'inizio della preghiera,
solo a terminarla al più presto. Ciò avviene perché si
considera il Rosario come una pratica onerosa che grava
enormemente sulle spalle finché non si è recitato, soprattutto
se ce ne siamo fatti un obbligo di coscienza o ci è
stato imposto come penitenza, nostro malgrado.
127) Fa pietà vedere
come i più recitano il Rosario. Lo dicono con una precipitazione incredibile, perfino
ne mangiano le parole. Non si vorrebbe fare un
complimento in questo modo ridicolo all'ultimo degli
uomini e si crede che Gesù e Maria ne saranno onorati!...
E allora,
perché meravigliarsi se le più sante preghiere della religione cristiana restano quasi senza frutto e se,
dopo aver recitato mille o diecimila Rosari, non si è più
santi?
Frena, caro confratello, la tua
precipitazione naturale nel dire il Rosario. Fai qualche pausa a metà del
Padre nostro e dell'Ave Maria e una più breve dopo
le parole che qui contrassegno con una crocetta:
Padre nostro, che se nei cieli
+ sia santificato il tuo nome + venga
il tuo regno + sia fatta la tua volontà + come
in cielo così in terra +. Dacci oggi + il nostro pane quotidiano
+ e rimetti
a noi i nostri debiti + come noi li rimettiamo ai nostri debitori
+ e non
ci indurre in tentazione + ma liberaci dal male. Amen +.
Ave Maria, piena di grazia
+ il Signore è con te + tu
sei benedetta fra le donne + e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù. + Santa Maria, Madre di Dio, + prega
per noi peccatori, adesso + e nell'ora della nostra morte.
Amen
+.
A causa della cattiva abitudine di pregare in fretta, da
principio proverai difficoltà a seguire queste pause, ma una
decina recitata così con calma, ti sarà più
meritoria di migliaia di Rosari detti in fretta senza riflessione e senza pause.
128) Il beato Alano della Rupe
ed altri autori, fra i quali il Bellarmino, riferiscono la storia di quel buon sacerdote
che aveva consigliato a tre sorelle, sue penitenti, di recitare devotamente
il Rosario tutti i giorni per un anno intero, al fine di
confezionare un bel vestito di gloria alla Vergine Maria. Si tratta - egli diceva - di un
segreto ricevuto dal cielo. Docili, le tre sorelle eseguirono puntualmente per un anno il consiglio.
Ed ecco che la sera del giorno della Purificazione, quando esse erano
già a letto, la Madonna, accompagnata dalle sante Caterina
e Agnese, entrò nella loro camera. Era rivestita di un abito splendente
di luce, sul quale era scritto da ogni lato in lettere d'oro: "Ave Maria gratia plena". La celeste Regina si avvicinò al
letto della sorella maggiore e le disse: "Ti saluto, figlia
mia, che
mi hai salutato così spesso e così bene. Vengo
a ringraziarti
del magnifico abito che mi hai confezionato". Anche le
due sante vergini accompagnatrici ringraziarono la giovane, poi
tutte e tre scomparvero.
Un'ora dopo, la Vergine santissima ritornò, sempre accompagnata
dalle due sante. Vestiva, questa volta, un abito verde,
senza ricami in oro e senz'alcuno splendore. Si avvicinò al letto
della seconda sorella e la ringraziò per l'abito che le aveva fatto
con la recita del Rosario. Nella prima apparizione costei aveva
notato che l'abito della Madonna era molto più
splendente, e chiese
il motivo della differenza. "Perché - rispose Maria - la tua
sorella maggiore mi ha fatto un abito più bello, recitando
meglio di te il Rosario".
Circa un'ora dopo, la Madonna
apparve una terza volta alla più giovane delle
sorelle, vestita di uno straccio sporco e strappato e le
disse:
"O figlia, tu mi hai vestita così, ti
ringrazio". Piena di confusione,
la giovinetta esclamò: "Possibile, Signora mia?
Io vi ho vestita
così male? Perdonatemi. Concedetemi del tempo per
fare un abito più bello, recitando meglio il mio
Rosario".
Cessata
la visione, la povera giovane afflittissima andò dal confessore
per raccontargli quanto le era accaduto. Il sacerdote esortò
lei e le altre sorelle a recitare il Rosario per un altro anno,
con più perfezione che mai; così fecero. Trascorso l'anno,
sempre nel medesimo giorno della Purificazione, sull'imbrunire,
la Madonna riapparve alle tre sorelle. Era accompagnata
come la prima volta dalle sante Caterina e Agnese che portavano
delle corone, e vestiva un abito meraviglioso. Disse loro:
"Siate certe,
figlie mie, del paradiso,
vi entrerete domani con grande gioia". A ciò
tutte e tre risposero: "Il nostro cuore è pronto,
nostra cara Signora, il nostro cuore è pronto".
La visione disparve.
Quella stessa notte le sorelle, colte da malore, mandarono a
chiamare il loro confessore, ricevettero da lui gli ultimi sacramenti
e lo ringraziarono di aver insegnato loro quella santa pratica.
Dopo compieta la Madonna apparve loro ancora, accompagnata da un
gran numero di vergini, fece rivestire le tre sorelle
con abiti bianchi, dopo di che esse si avviarono verso la celeste
patria mentre gli angeli cantavano: "Venite, spose di Cristo, ricevete
le corone
che vi sono preparate nell'eternità".
Da questa
storia scaturiscono diversi insegnamenti: 1) quanto è importante
avere buoni direttori che consigliano sante pratiche di pietà e
specialmente il santo Rosario; 2) quanto è
importante recitare il Rosario con attenzione
e devozione; 3) quanto è benigna e misericordiosa la Madonna
con chi si pente del passato e propone di far meglio nell'avvenire; 4) quanto ella è generosa
nel ricompensare in vita, in morte e nell'eternità, i piccoli servizi
che a lei rendiamo fedelmente.
45ª
Rosa
129) Aggiungo che
bisogna recitare il Rosario con modestia, cioè, per quanto è possibile, in ginocchio,
con le mani giunte e la corona fra le dita. Tuttavia chi è
malato
può dirlo stando a letto, chi è in viaggio
può dirlo camminando,
chi per infermità non può mettersi in
ginocchio,
può dirlo in piedi o seduto. Si
può anche recitarlo lavorando, quando non si può
lasciare il proprio lavoro, per soddisfare i doveri
della propria professione, perché il lavoro manuale non è
sempre contrario alla preghiera vocale. È vero
che l'anima nostra, essendo limitata nell'esercizio
delle proprie facoltà, quando è attenta al lavoro
manuale è meno attenta alle operazioni dello spirito,
qual è la preghiera; ma tuttavia, nella necessità,
questa preghiera ha il suo valore agli occhi della
Vergine santa, che ricompensa più la buona volontà
del cuore che l'azione esteriore.
130) Ti consiglio
di dividere la recita dell'intero Rosario
in tre parti o in tre tempi della giornata; è meglio
che recitarlo tutto di seguito con le sue quindici
decine. Se
non trovi tempo sufficiente per dirne una terza parte tutta insieme,
recita ora una decina e ora un'altra; ti riuscirà
in tal modo di recitare l'intero Rosario prima di andare
al riposo, nonostante le tue occupazioni.
Imita in questo la fedeltà di san Francesco di Sales. Una
volta, essendo egli molto stanco per le visite che aveva
fatto durante la giornata,
verso mezzanotte si ricordò che gli rimanevano ancora
alcune decine di Rosario da recitare. Si inginocchiò e
le disse prima di mettersi a letto, sebbene il suo cappellano
che lo vedeva affaticato, cercasse di convincerlo a rimandare
la recita all'indomani. Imita anche la fedeltà, la
modestia e la devozione di quel santo religioso citato dalle
cronache di san Francesco, il quale prima di pranzo soleva
recitare un Rosario con molta attenzione e modestia. Ne ho parlato più
sopra (7ª Rosa).
46ª
Rosa
131)
Di tutte le maniere di recitare il santo Rosario la più
gloriosa per Dio, la più salutare per l'anima e la più
temuta dal demonio è quella di salmodiarlo, ossia
recitarlo in
pubblico a due cori.
Dio ama le assemblee. In cielo, riuniti insieme, gli angeli
e i beati cantano incessantemente le sue lodi; in terra,
insieme uniti nelle loro comunità, i giusti pregano notte
e giorno in comune. Nostro Signore ha consigliato espressamente
questa pratica agli Apostoli e ai discepoli e promise che tutte le volte
che due o tre persone si trovassero
riunite nel suo nome
egli sarebbe stato in mezzo a loro. Quale gioia avere Gesù
in nostra compagnia! Per conseguirla basta riunirsi a
recitare il Rosario. È la ragione per cui i primi cristiani si
riunivano così spesso per pregare insieme,
malgrado le persecuzioni degli
imperatori, che proibivano loro le assemblee. Preferivano
esporsi alla morte piuttosto che rinunciare a riunirsi
per avere la compagnia di Gesù Cristo.
132) La preghiera
in comune è più salutare per l'anima:
1) perché d'ordinario
la mente è più attenta nella preghiera pubblica che in quella privata;
2) perché quando sono in comune le preghiere dei singoli
diventano preghiera collettiva dell'intera assemblea,
cioè formano tutte insieme una medesima preghiera. Perciò
se uno non prega abbastanza bene, un altro della comunità
che prega meglio, supplisce alla sua manchevolezza.
Il forte sostiene il debole, il fervoroso infiamma il tiepido,
il ricco arricchisce il povero, il cattivo rientra fra i buoni.
Come si vende una misura di loglio? Basta mescolarlo
con quattro o cinque staia di buon grano e tutto è
venduto;
3) chi recita il Rosario da solo ha il merito di un Rosario,
ma se lo dice con trenta persone, ha il merito di trenta
Rosari: tali sono le leggi della preghiera pubblica. Che
guadagno! che vantaggio!;
4) Urbano VIII, molto soddisfatto della devozione del
Rosario recitato a due cori in molti luoghi di Roma, specialmente
nel convento della Minerva, accordò cento giorni
di indulgenza ogni volta che si recita il Rosario a due cori,
toties quoties (Breve Ad perpetuam rei memoriam). Così tutte le volte che si
dice il Rosario in comune
si lucrano cento giorni di indulgenza;
5) la preghiera pubblica è più efficace di quella individuale
per placare la collera di Dio e attirare la sua misericordia.
La Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, l'ha sempre
promossa nei tempi di calamità e di miserie
pubbliche.
Papa Gregorio XIII in una Bolla dichiara doversi piamente
credere che le preghiere pubbliche e le processioni dei confratelli
del Rosario contribuirono molto ad ottenere da Dio
la grande vittoria riportata dai cristiani nel golfo di Lepanto
sulla flotta turca, la prima domenica di ottobre del 1571.
133) Luigi il Buono,
di felice memoria, nell'assedio di La Rochelle, dove gli eretici rivoltosi avevano la propria
roccaforte, scrisse alla regina madre di far fare preghiere pubbliche per
conseguire la vittoria. La regina decise di far recitare il Rosario
pubblicamente nella chiesa dei Domenicani del sobborgo
di Sant'Onorato a Parigi, cosa che fu eseguita per cura
dell'arcivescovo. La pia pratica ebbe inizio il 20 maggio 1628. Vi parteciparono
la regina madre e la regina regnante, il duca d'Orléans,
i cardinali di la Rochefoucault e de Bérulle, parecchi prelati,
tutta la corte ed una folla innumerevole di popolo.
L'arcivescovo leggeva ad alta voce le meditazioni sui misteri
del Rosario. Intonava quindi il Padre nostro e l'Ave
Maria di ogni decina
e i religiosi con i presenti rispondevano. Al termine si portava
in processione l'immagine della Madonna cantando le sue litanie. La cerimonia si ripetè ogni sabato con fervore mirabile
e la benedizione del cielo fu visibilissima: il re trionfò sugli inglesi
nell'isola di Re ed entrò vittorioso in La Rochelle
il giorno di Ognissanti di quel medesimo anno. Si vede
da ciò qual è la forza della preghiera pubblica.
134) Infine, il Rosario
detto in comune è molto più temibile al demonio perché con tale mezzo si costituisce
un'armata per combatterlo. Talvolta egli trionfa con facilità
sulla preghiera del singolo, ma vi riesce assai difficilmente
quando la preghiera è fatta con altri. È facile spezzare
una verga sola, ma se unita a parecchie altre in un
fascio non si rompe più. Vis unita fit fortior: l'unione fa
la forza. I soldati si riuniscono in corpo d'armata per battere
il nemico; i malvagi si uniscono spesso per le loro dissolutezze
e le loro danze; i demoni stessi si uniscono per rovinarci.
E non si riunirebbero i cristiani per godere della
presenza di Gesù, per calmare la collera di Dio, per attirare
la sua grazia e la sua misercordia, e per vincere
ed abbattere con più forza i demoni?
Caro confratello del Rosario, sia che tu abiti in città
o in campagna, sia vicino alla parrocchia o a una chiesina,
recati là almeno ogni sera e col permesso del rettore
della chiesa, in compagnia di quanti vorranno venire, recita
il Rosario in comune. Se invece non hai la comodità
di una chiesa, fai altrettanto in casa tua o in quella
di altra persona del paese.
135) È una santa
pratica che Dio, per sua misericordia, ha stabilito nei luoghi dove
ho fatto le missioni per conservarne e accrescerne i frutti e per impedire
il peccato. In quei borghi e paesi, prima che si stabilisse
la pratica del Rosario, si vedevano solo balli, stravizi, dissolutezze,
immodestie, spergiuri, litigi e divisioni. Si udivano
soltanto canzoni disoneste e parole a doppio senso.
Ora vi si odono solo cantici e la salmodia del Padre nostro
e dell'Ave Maria. Si vedono soltanto santi gruppi di venti,
trenta, cento e più persone che a un'ora convenuta si incontrano
per cantare le lodi al Signore, come dei religiosi.
In alcune parti si recita il Rosario in comune
ogni giorno, in tre distinti momenti della giornata. Quale
benedizione del cielo!
Poiché dappertutto vi sono dei riprovati,
siate certi che vi saranno anche là dove abitate.
Siatene certi, anche da voi non mancheranno dei malvagi che trascureranno
di venire al Rosario, e fors'anche ne rideranno
e faranno il possibile, con le loro cattive parole e i
loro cattivi esempi, per impedirvi di continuare nella pia pratica.
Ma non cedete.
Poiché un giorno questi infelici saranno per sempre separati
da Dio e dal paradiso nell'inferno, bisogna che essi
quaggiù comincino a separarsi dalla compagnia di Gesù
Cristo e dei suoi servi e serve.
47ª
Rosa
136) Popolo di Dio,
anime predestinate, separatevi dai malvagi, sottraetevi da coloro che si dannano
a causa della loro empietà, mancanza di devozione e
ozio, senza perdere tempo, recitate spesso il Rosario con
fede, umiltà, fiducia e perseveranza.
1) Pensa seriamente al comando di Gesù di pregare sempre,
e considera l'esempio ch'egli stesso ce ne diede e il
bisogno estremo che abbiamo della preghiera a motivo delle
nostre tenebre, ignoranze e debolezze e della
moltitudine dei nostri
nemici. E allora non ti accontenterai di recitare
il Rosario una volta all'anno, come domanda la Confraternita
del Rosario perpetuo, o una volta alla settimana come prescrive
quella del Rosario ordinario, ma lo reciterai ogni
giorno, puntualmente, come indica quella del
Rosario quotidiano, sebbene non vi sia altro obbligo che
quello della propria salvezza.
137) È necessario
pregare sempre, senza stancarsi (Lc 18,1). Sono parole eterne di Gesù Cristo che bisogna
credere e mettere in pratica se non si vuol essere dannati. Spiegatele
come volete, purché non le spieghiate alla moda, con
l'intenzione di viverle solo alla moda. Gesù Cristo
ce ne ha dato la vera spiegazione negli esempi che ci ha
lasciato: "Vi ho dato l'esempio,
perché come ho fatto io, facciate anche voi" (Gv
13,15).
"Se ne andò sulla montagna
a pregare e passò la notte in orazione" (Lc
6,12). Come se
il giorno non gli bastasse, egli impiegava anche la notte
a pregare.
Ripeteva
spesso ai suoi apostoli queste due parole: "Vegliate e pregate"
(Mt 26,41).
La carne è debole, la tentazione è vicina e
continua. Se non pregate sempre, vi cadrete.
Evidentemente essi credettero che quello che Nostro
Signore diceva loro era solo di consiglio, interpretarono
queste parole alla moda, perciò caddero nella
tentazione e nel peccato, pur essendo nella compagnia
di Gesù Cristo.
138) Caro confratello,
se vuoi vivere alla moda, e dannarti alla moda, cioè di
quando in quando cadere in peccato mortale, e poi andare
a confessarti, evitare i peccati più gravi e
scandalosi, e conservare le apparenze dell'onestà, non è
necessario che tu faccia tante preghiere, che tu dica tanti Rosari.
Una piccola preghiera
al mattino e alla sera, qualche Rosario imposto per
penitenza, qualche decina di Ave Maria detta alla
meglio, quando ti prende l'estro, non ci vuole di più
per vivere da onest'uomo. Facendo di meno ti avvicineresti
al libertinaggio, facendo di più ti avvicineresti
alla singolarità
e al bigottismo.
139) Se tu, invece,
da vero cristiano che vuole salvarsi e camminare sulle orme
dei santi, vuoi evitare del tutto il peccato mortale, rompere
ogni laccio e spegnere tutti i dardi infocati del
diavolo, bisogna che tu preghi sempre come ha insegnato e ordinato
Gesù Cristo. Così bisogna almeno che tu
dica il Rosario tutti i giorni o delle preghiere
equivalenti. Ho detto "almeno",
poiché col Rosario quotidiano otterrai quanto è necessario
per evitare il peccato mortale, per vincere
ogni tentazione, in mezzo ai torrenti dell'iniquità del
mondo che travolgono spesso anche i più sicuri, in mezzo
alle fitte tenebre che accecano spesso anche i più illuminati
e in mezzo agli spiriti maligni che, essendo più
che mai sperimentati, e avendo meno tempo per tentare,
tentano con più sottigliezza e successo. Oh! quale
meraviglia della grazia del Rosario, se sfuggi al mondo,
al diavolo e alla carne e al peccato e ti salvi in cielo!
140) Se non vuoi
credere a quanto dico, credi alla tua propria esperienza.
Io ti domando se quando facevi solo quel poco di preghiera
che si fa nel mondo, e nel modo in cui si fa d'ordinario,
potevi evitare certe
gravi colpe che ti parevano leggere solo per la tua cecità. Apri
dunque gli occhi e se vuoi vivere e morire da santo, senza
peccati almeno mortali, prega sempre; recita ogni giorno
il Rosario come tutti i confratelli facevano agli inizi della
confraternita.
Quando la Madonna lo consegnò a san Domenico, gli ordinò
di recitarlo e farlo recitare ogni giorno; perciò il
santo
non riceveva nessuno nella confraternita che non fosse deciso
alla recita quotidiana.
Se
attualmente nella Confraternita del Rosario ordinario
si domanda solo la recita di un Rosario alla settimana, è
perché il fervore è diminuito, la carità
si è raffreddata. Si trae ciò che si può da
un cattivo pregatore. Ma all'inizio non era così
(Mt 19,8).
141)
Bisogna qui notare tre cose: 1) se vuoi iscriverti nella
Confraternita del Rosario quotidiano e partecipare alle
preghiere e ai meriti degli associati, non basta essere iscritti
nella Confraternita del Rosario ordinario, o prendere
soltanto la decisione di recitare il Rosario ogni giorno. Devi
anche dare il tuo nome a chi ha la facoltà di
iscrivere (è bene confessarsi e
comunicarsi a quest'intenzione), perché il Rosario ordinario
non contiene quello quotidiano, ma il Rosario quotidiano
contiene quello ordinario;
2) rigorosamente parlando non v'è
alcun peccato,
neppure veniale, se si omette la recita del Rosario quotidiano,
settimanale o annuale;
3) quando
la malattia o una legittima obbedienza, o la necessità,
o la dimenticanza involontaria, causano l'omissione
del Rosario, non cessi di averne il merito e non perdi
la partecipazione ai Rosari degli altri
confratelli. Non è, quindi, assolutamente necessario che
l'indomani tu dica due Rosari per supplire a quello non
recitato senza tua colpa. Se però la malattia ti permette
di recitare solo una parte del Rosario, la devi recitare.
"Beati
quelli che stanno sempre davanti a te. Beati quelli che
abitano nella tua casa, Signore, ti loderanno nei secoli
dei secoli" (1 Re 10,8; Sal 84,5). Beati,
Signore Gesù, i confratelli del Rosario quotidiano
che ogni giorno sono attorno e nella tua casetta di
Nazaret, attorno alla tua croce sul Calvario, e attorno al tuo trono
nei cieli, per meditare e contemplare i tuoi misteri gaudiosi,
dolorosi e gloriosi. Oh! quanto sono felici sulla
terra per le grazie speciali che comunichi loro, e quanto
saranno felici in cielo dove ti loderanno in maniera
speciale nei secoli dei secoli.
142) 2) Bisogna
recitare il Rosario con fede, secondo le parole di Gesù: "Tutto quello che domandate, abbiate
fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato"
(Mc 11,24). Egli ti
dirà: "Sia fatto secondo la tua fede"
(Mt 8,13).
"Se qualcuno
di voi manca di sapienza la domandi a Dio... La domandi
però con fede, senza esitare", recitando il Rosario,
"e gli
sarà data" (Gc 1,5-6).
143) 3)
Bisogna
pregare con umiltà, come il pubblicano; era
con i due ginocchi a terra, e non con un
ginocchio levato o su un banco come
gli orgogliosi mondani; era in fondo alla chiesa e non nel santuario come il fariseo;
aveva gli occhi bassi verso
terra, non osando guardare il cielo, e non
la testa alta guardando qua e là come il fariseo;
si batteva il petto, confessandosi peccatore e chiedendo
perdono: "O Dio, abbi pietà di me peccatore"
(Lc 18,13) e non come
il fariseo che si vantava dellle sue buone opere, che disprezzava gli
altri nelle sue preghiere.
Guardati dunque
dall'orgogliosa preghiera del
fariseo che lo rese più indurito e più maledetto. Imita
invece l'umiltà del pubblicano nella sua
preghiera che gli ottenne la remissione dei peccati.
Rifuggi da quanto sa di straordinario e non
chiedere né desiderare delle conoscenze straordinarie,
delle visioni, delle rivelazioni e altre grazie
miracolose che Dio talvolta ha comunicato ad alcuni santi
durante la recitazione del Rosario. Sola fides sufficit:
la sola fede è sufficiente ora che il Vangelo e tutte
le devozioni e pratiche di pietà sono
sufficientemente stabilite.
Non omettere mai la minima parte del
tuo Rosario nei periodi di aridità, di disgusto o di desolazione interiore;
sarebbe un segno
di orgoglio e di infedeltà. Invece, da
bravo campione di Gesù e di Maria, senza niente
vedere, sentire, gustare, di' semplicemente il Padre
nostro e l'Ave Maria, meditando meglio che puoi i misteri.
Non desiderare il dolcetto e la marmellata dei bambini
per mangiare il tuo pane quotidiano; ma per imitare Gesù
Cristo più perfettamente nella sua agonia,
prolunga qualche volta il tuo Rosario, quando senti
maggior pena a recitarlo, affinché si possa dire di te ciò che è detto di
Gesù Cristo: "In preda all'agonia, pregava più
intensamente" (Lc 22,43).
144) 4)
Prega
con molta fiducia, che è fondata
sulla bontà e la liberalità infinita di Dio e sulle promesse
di Gesù Cristo. Dio è una sorgente di acqua viva che si riversa
incessantemente nel cuore di quelli che pregano. Gesù
Cristo è la
mammella del Padre eterno piena del latte della grazia e della
verità. Il desiderio
più grande del Padre eterno nei nostri riguardi è di comunicarci
le acque salutari della sua grazia e della sua
misericordia, e
grida: "O voi tutti assetati venite all'acqua"
(Is 55,1),
venite a bere le mie acque con la preghiera, e quando
non lo si prega si lamenta che lo si abbandona: "Essi hanno abbandonato me, sorgente di
acqua viva" (Ger 2,13).
È
fare piacere a Gesù Cristo chiedergli le sue grazie
e più grande piacere che uno non farebbe a una madre
nutrice, le cui mammelle sono piene, succhiandole il latte. La preghiera è il canale
della grazia di Dio e il capezzolo delle mammelle di Gesù Cristo.
Se non le succhiamo con la preghiera come devono fare
tutti i figli di Dio, egli se ne lamenta amorosamente:
"Finora non avete chiesto nulla, chiedete e vi sarà dato, cercate
e troverete, bussate e vi sarà aperto" (Gv
16,24; Mt 7,7). In più, per darci
ancora più fiducia a pregarlo, ha impegnato
la sua parola: che il Padre eterno ci accorderà
tutto quello che noi gli domanderemo nel suo nome.
48ª
Rosa
145) 5)
Ma alla nostra fiducia uniamo la perseveranza nella
preghiera. Soltanto chi
persevererà a domandare, cercare e
bussare, riceverà, troverà ed entrerà. Non
basta domandare qualche grazia a Dio per un
mese, un anno, dieci anni, vent'anni; non bisogna
stancarsi, bisogna domandarla fino alla morte ed essere decisi
o a ottenere quello che gli si
domanda per la propria salvezza
o a morire; e anche bisogna unire la morte alla
perseveranza nella preghiera e alla fiducia in Dio e dire:
"Anche se mi uccidesse, spererò in lui"
(Gb 13,15)
e da lui quello che gli domando.
146)
La liberalità dei grandi e ricchi del mondo si
manifesta nel prevenire con i loro benefici quelli che
ne hanno bisogno, prima ancora che glieli chiedano. Ma
Dio al contrario mostra la sua magnificenza nel lasciar
chiedere e cercare a lungo le grazie che vuole
concedere, e più la grazia che vuole fare è preziosa,
più a lungo differisce di accordarla: 1) per aumentarla
ancora di più; 2) perché chi la riceve ne abbia una
grande stima; 3) perché si badi a non perderla dopo
averla ricevuta: poiché non si stima molto ciò che si
ottiene in un momento e a poco prezzo.
Caro
confratello del Rosario, sii dunque perseverante nel
chiedere a Dio col Rosario le grazie spirituali e
materiali che ti abbisognano, in particolare la divina
Sapienza che è un tesoro inesauribile (Sap 7,14), e
l'otterrai presto o tardi infallibilmente, purché non
tralasci il Rosario e non ti scoraggi a mezzo cammino:
"Lunga è la strada che ti resta ancora da
percorrere" (1 Re 19,7). Avrai molte avversità da
affrontare, difficoltà da superare, nemici da vincere,
prima d'avere accumulato abbastanza tesori per
l'eternità, abbastanza Padre nostro e Ave Maria per
acquistare il paradiso e guadagnare la bella corona che
attende ogni fedele confratello del Rosario.
"Tieni
saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la
corona" (Ap 3,11). Stai attento a che un altro,
più fedele di te a dire ogni giorno il Rosario, non
porti via la tua corona. La tua corona: essa era tua,
Dio te l'aveva preparata, te l'eri già meritata a metà
con i tuoi Rosari ben recitati; ma poi ti sei fermato
per strada, la buona strada in cui correvi tanto bene
(Gal 5,7), e così un altro ti è passato innanzi, è
arrivato prima. Più diligente e più fedele di te, egli
ha acquisito e pagato, con i suoi Rosari e le sue opere
buone, ciò che era necessario per avere quella corona.
"Chi ti ha tagliato la strada?" (Gal 5,7). Chi
ti ha impedito di avere la corona del santo Rosario?
Ahimè! i nemici del Rosario, che sono così numerosi.
147) Credimi,
solo "i violenti se ne impadroniscono" (Mt
11,12). Queste
corone non sono per quei timidi che temono i motteggi
e le minacce del mondo. Queste corone non sono per quei
pigri e fannulloni, che dicono il Rosario solo con negligenza, o
in fretta, o per abitudine, o di quando in quando, secondo
il capriccio. Queste corone non sono per quei codardi
che si scoraggiano e depongono le armi, quando vedono
tutto l'inferno scatenato contro il loro Rosario. Se
vuoi, caro confratello del Rosario, cominciare a servire Gesù e Maria
recitando il Rosario tutti i giorni, preparati alla tentazione:
"Figlio,
se ti presenti per servire il Signore, preparati alla
tentazione" (Sir 2,1). Gli eretici, i libertini,
gli onest'uomini del mondo, i mezzi devoti e i falsi profeti, d'accordo
con la tua natura corrotta e tutto l'inferno,
ti muoveranno terribili lotte, per farti abbandonare questa pratica.
148) Per premunirti
contro gli attacchi, non tanto degli eretici e dei
libertini dichiarati, quanto degli onest'uomini del
mondo e delle persone devote alle quali questa pratica non
piace, riporto qui una piccola parte di quello che
pensano e dicono tutti i giorni.
"Che cosa vorrà mai
insegnare questo ciarlatano?" (At 17,18).
"Venite, tendiamo
insidie al giusto perché ci è di imbarazzo
ed è contrario alle nostre azioni" (Sap
2,12).
Che cosa
vuol dire questo gran dicitore di Rosari, che cos'è
che borbotta sempre?
Che fannullone!
Non fa nient'altro che dire il Rosario, farebbe meglio a lavorare,
senza divertirsi con tante bigotterie.
Eh, sì! basta dire il Rosario e le allodole cadranno
bell'e arrostite dal cielo; il Rosario ci procurerà il
pranzo.
Il
buon Dio dice: Aiutati che io ti aiuterò. Perché
sovraccaricarsi di tante preghiere? Brevis oratio
penetrat coelos; un Padre nostro e un'Ave Maria ben
detti sono sufficienti. Il buon Dio non ci ha comandato il Rosario, è
una cosa buona questa quando se ne ha il tempo, ma non
si sarà meno salvi per questo.
Quanti santi non l'hanno mai detto?
C'è gente che giudica
tutti secondo il proprio metro, ci sono indiscreti che
portano tutto all'estremo, ci sono scrupolosi che
mettono il peccato dove non c'è, essi dicono
che tutti quelli che non diranno il loro Rosario saranno
dannati.
Dire il Rosario va bene per le donnette ignoranti,
che non sanno leggere. Dire il Rosario? Non è
meglio dire l'Ufficio della Madonna o i Sette Salmi? C'è
niente di così bello come i salmi che lo Spirito
Santo ha dettato?
Tu
cominci a dire il Rosario tutti i giorni; fuoco di paglia
che non durerà a lungo; non è meglio
prendere un impegno minore ed esservi più fedele?
Andiamo, amico, credimi,
fai bene la tua preghiera sera e mattino e lavora per
Dio durante la giornata, Dio non ti chiede di più. Se tu non dovessi, come
devi, guadagnarti la vita, ancora passi, potresti impegnarti a
recitare il Rosario; puoi recitarlo la domenica e nei giorni
festivi a tuo piacere, ma non i giorni feriali, quando è tempo di lavorare.
Cosa!
avere una corona così grande da donnetta! Io ne ho viste di una
decina, vale quanto una di quindici decine.
Cosa!
portare la corona alla cintura, che bigotteria; ti
consiglio di mettertela al collo, come fanno gli
spagnoli; sono dei grandi dicitori di Rosari, portano
una grande corona in una mano, mentre hanno nell'altra
un pugnale per dare un colpo a tradimento. Lascia, lascia queste devozioni
esteriori, la vera devozione
è nel cuore, ecc.
149)
Molte persone di talento e grandi dottori, ma spiriti
forti e orgogliosi, non ti consiglieranno quasi mai il
santo Rosario; ti porteranno piuttosto a recitare i Sette Salmi penitenziali
o qualche altra preghiera. Se qualche buon confessore ti ha
dato come penitenza
un Rosario da dire per quindici giorni o un mese, non
hai che d'andare a confessarti da qualcuno di questi
signori, perché la tua penitenza
ti sia cambiata in altre preghiere, digiuni, messe o elemosine.
Se
consulti anche qualche persona d'orazione, che ci sono
nel mondo, siccome non conoscono per loro esperienza
l'eccellenza del Rosario, non solo non lo consiglieranno
a nessuno, ma ne allontaneranno gli altri per applicarli
alla contemplazione, come se il Rosario e la contemplazione fossero incompatibili, come se
tanti santi devoti del Rosario non siano stati
nella più sublime contemplazione. I tuoi nemici
domestici ti attaccheranno tanto più crudelmente
quanto più sei unito con loro. Intendo dire le potenze
della tua anima
e i sensi del tuo corpo, le distrazioni della mente, le
noie della volontà, le
aridità del cuore, le debolezze e le malattie del
corpo, tutto questo, d'accordo con gli spiriti
maligni che vi si immischieranno, ti grideranno: Lascia il
Rosario, è lui che ti dà il mal di testa; lascia
il Rosario, non vi è obbligo sotto pena di
peccato; almeno dinne solo una parte, le tue pene sono
un segno che Dio non vuole che tu lo dica, lo dirai
domani quando sarai meglio disposto, ecc.
150) Insomma,
caro confratello, il Rosario quotidiano ha tanti nemici che io considero come uno dei più
segnalati favori di Dio la grazia di perseverarvi fino alla
morte. Persevera e avrai la corona meravigliosa che è
preparata nei cieli per la tua
fedeltà: "Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona"
(Ap 2,10).
49ª
Rosa
151) Perché possiate
lucrare le indulgenze concesse ai confratelli del Rosario, sono opportune alcune
osservazioni sulle indulgenze.
L'indulgenza, in generale, è la remissione piena o in parte
della pena temporale dovuta per i peccati attuali già perdonati: remissione
possibile grazie all'applicazione delle
soddisfazioni sovrabbondanti di Gesù Cristo, della Madonna
e dei santi, contenute nel tesoro della Chiesa.
L'indulgenza plenaria è la remissione totale della pena
dovuta al peccato. La parziale, invece, (per esempio di cento
o mille anni) è la remissione di tanta pena quanto uno
ne avrebbe espiata in cento o mille anni, se avesse ricevuto
penitenze per tale periodo di tempo secondo gli antichi
canoni della Chiesa. Faccio un esempio: quei canoni
prescrivevano per un solo peccato mortale sette anni
di penitenza (talvolta anche dieci o quindici), il
reo di venti peccati mortali avrebbe dovuto fare per lo
meno venti volte sette anni di penitenza. E così via.
152) Le condizioni
per l'acquisto delle indulgenze da
parte dei confratelli del Rosario sono tre: 1) essere veramente
pentiti, confessati e comunicati, come è prescritto
dalle Bolle delle Indulgenze; 2) non conservare il minimo
affetto a nessun peccato veniale, se si tratta di indulgenze
plenarie; persistendo, infatti, un tale affetto rimane la
colpa, rimanendo la colpa non è rimessa la pena dovuta;
3) recitare le preghiere e compiere le buone opere prescritte
dalle Bolle.
Se,
secondo l'intenzione dei Papi, si può acquistare un'indulgenza
parziale, per esempio di cento anni, pur non
lucrando la plenaria, in tal caso non è sempre necessario
essere confessati e comunicati. E questo vale per le indulgenze
annesse alla recita del Rosario, alle processioni,
alle corone benedette, ecc. Non trascurate queste indulgenze.
153) Il Flammin
e numerosi autori riferiscono che una donzella
di distinta famiglia, di nome Alessandra, miracolosamente
convertita e iscritta nella Confraternita del Rosario da san Domenico,
apparve dopo la morte al santo e gli disse che era condannata
a rimanere settecento anni in purgatorio per molti
peccati che aveva commesso
e fatto commettere a molti con le sue vanità mondane.
E lo pregò di darle e farle dare sollievo dalle
preghiere dei confratelli del Rosario, ciò che
egli fece.
Quindici giorni dopo ella
apparve a San Domenico più splendente di un sole,
essendo stata liberata così prontamente
per le preghiere che i confratelli del Rosario avevano
fatto per lei. Avvertì anche il santo che veniva da parte delle anime del
purgatorio,
per esortarlo a continuare a predicare il Rosario e fare
in modo che i loro parenti facessero loro parte dei loro
Rosari, ciò di cui li avrebbero
ricompensati abbondantemente quando fossero giunte in paradiso.
50ª
Rosa
154) Per agevolarvi
l'esercizio del Rosario, ecco alcuni metodi per recitarlo santamente, con la meditazione dei
misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi di Gesù e di Maria. Adottate
quello che sarà più di vostro gusto; anzi, voi stessi
potete
comporne un altro, come già fecero non pochi santi.
Metodi santi per recitare il santo Rosario e attirare su
di sé la grazia dei misteri della vita, della passione
e della gloria di Gesù e di Maria.
Primo
Metodo
Vieni,
Santo Spirito, ecc.
Offerta
generale del Rosario
155)
Io mi unisco a tutti i santi che sono nel cielo, a tutti
i giusti che sono sulla terra; mi unisco a te, mio
Gesù, per lodare degnamente la tua santa Madre e lodare
te in lei e per mezzo di lei. Rinuncio a tutte le
distrazioni che potranno venirmi durante questo Rosario.
Noi
ti offriamo, Vergine
santa, questo Credo per onorare la tua fede
sulla terra e chiederti di farci parte di questa stessa fede.
Ti
offriamo questo Padre nostro, Signore, per adorarti
nella tua unità e riconoscerti come il primo
principio e il fine di tutte le cose.
Ti
offriamo, Trinità
santissima, queste tre Ave Maria per
ringraziarti di tutte le grazie che hai fatto a Maria e che hai
fatto a noi per sua intercessione.
Padre
nostro, 3 Ave Maria, Gloria al Padre.
Offerte
particolari per ogni decina
Misteri
Gaudiosi
156)
Prima Decina. Ti offriamo questa prima decina, Signore Gesù,
in onore del mistero della tua Incarnazione, e ti chiediamo, per questo mistero e per l'intercessione della
tua santa Madre, una profonda umiltà di cuore.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
dell'Incarnazione, discendi nella mia anima e rendila veramente umile.
Seconda
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa seconda
decina in onore della Visitazione della tua santa Madre
a sua cugina santa Elisabetta, e ti chiediamo, per questo mistero e
per l'intercessione di Maria, una perfetta carità verso il nostro prossimo.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
della Visitazione, discendi nella mia anima e rendila veramente
caritatevole.
Terza
Decina. Ti offriamo questa terza decina, Bambino Gesù,
in onore della tua
santa Nascita, e ti chiediamo, per questo mistero e per l'intercessione della tua
santa Madre, il distacco dai beni del mondo, l'amore per la povertà e per
i poveri.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
della Nascita di Gesù, discendi nella mia anima e
rendila povera in spirito.
Quarta
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa quarta
decina in onore della tua Presentazione al tempio per le mani di
Maria, e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, il dono della sapienza e la purezza dell'anima
e del corpo.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
della Purificazione, discendi nella mia anima e rendila veramente
sapiente e
veramente pura.
Quinta
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa quinta
decina in onore del tuo Ritrovamento da parte di Maria
in mezzo ai dottori, quando ti ebbe smarrito, e ti chiediamo, per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre,
la nostra conversione e quella dei peccatori, degli
eretici, degli scismatici e degli idolatri.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
del Ritrovamento di Gesù nel Tempio, discendi nella mia anima
e convertila veramente.
Misteri
Dolorosi
157)
Sesta Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa
sesta decina in onore della tua Agonia mortale nel giardino degli
Ulivi, e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, una
perfetta contrizione dei nostri peccati
e una perfetta conformità alla tua santa volontà.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia dell'Agonia
di Gesù, discendi nella mia anima e rendila veramente
contrita e conforme alla volontà di Dio.
Settima
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa settima
decina in onore della tua sanguinosa Flagellazione, e ti chiediamo, per questo mistero e per l'intercessione
della tua santa Madre, una perfetta mortificazione dei nostri sensi.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia della Flagellazione di Gesù,
discendi nella mia anima e rendila veramente mortificata.
Ottava
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa ottava
decina in onore della tua crudele Coronazione di spine,
e ti chiediamo, per questo mistero e
per l'intercessione della tua santa Madre, un grande disprezzo
del mondo.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
della Coronazione di spine di Gesù, discendi nella mia anima e
rendila
veramente contraria al mondo.
Nona
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa nona
decina in onore del tuo Viaggio
al Calvario carico della Croce, e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, una grande
pazienza per portare la nostra croce dietro di te ogni
giorno della nostra vita.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
del Viaggio al Calvario di Gesù carico della Croce,
discendi nella mia anima e rendila veramente paziente.
Decima
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa decima
decina in onore della tua Crocifissione sul Calvario, e
ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, un grande
orrore del peccato,
l'amore della Croce e una buona morte per noi e per quelli
che sono ora in agonia.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
della Morte e Passione di Gesù Cristo, discendi nella mia anima
e rendila veramente santa.
Misteri
Gloriosi
158)
Undicesima Decina. Ti offriamo, Signore Gesù,
questa undicesima decina in onore della tua trionfale
Risurrezione, e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, una fede viva.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia
della Risurrezione, discendi nella mia anima e rendila
veramente fedele.
Dodicesima
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa
dodicesima decina in onore della tua gloriosa Ascensione,
e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione della tua santa Madre, una ferma speranza
e un grande desiderio del paradiso.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia del mistero
dell'Ascensione di Gesù Cristo, discendi nella mia anima e
rendila veramente celeste.
Tredicesima
Decina. Ti offriamo, Spirito Santo, questa tredicesima
decina in onore del mistero della Pentecoste, e ti chiediamo, per questo mistero
e per l'intercessione di Maria, tua fedele Sposa, la divina
sapienza per conoscere,
gustare e praticare la verità e farne tutti
partecipi.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia
della Pentecoste, discendi nella mia anima e rendila veramente sapiente
secondo Dio.
Quattordicesima
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa
quattordicesima decina in onore dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione in corpo
e anima
della tua santa Madre in cielo, e ti chiediamo, per questi
due misteri e per la sua
intercessione, una vera devozione verso di lei, per ben vivere e ben morire.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
Grazia
dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione di Maria,
discendi nella mia anima
e rendila veramente devota a Maria.
Quindicesima
Decina. Ti offriamo, Signore Gesù, questa
quindicesima
e ultima decina in onore dell'Incoronazione di gloria della tua santa Madre
in cielo, e ti chiediamo, per questo mistero e per la
sua intercessione,
la perseveranza e la crescita nella virtù fino alla morte,
e la corona eterna che ci è preparata. Ti chiediamo la stessa grazia
per tutti i giusti e per tutti i nostri benefattori.
Padre
nostro,
10 Ave Maria, Gloria al Padre.
159)
Ti
preghiamo, Signore Gesù,
per i quindici misteri della tua Vita, della tua Morte e
Passione, e della tua Gloria e per i meriti
della tua santa Madre, di convertire i peccatori,
aiutare i morenti, liberare le anime del purgatorio, e
di darci la tua grazia per ben vivere e ben morire, e la tua gloria per
vederti faccia a faccia e amarti per l'eternità. Amen.
Metodo
più breve
per celebrare
la vita, la morte e la gloria
di Gesù e di Maria nella recita del santo
Rosario e per diminuire le distrazioni.
160)
Ad ogni
Ave Maria delle varie decine bisogna aggiungere una clausola che richiama
il mistero celebrato. La clausola si aggiunge dopo la parola Gesù,
a metà dell'Ave Maria.
| 1ª
Decina |
 |
E
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù
incarnato.
|
| 2ª
Decina |
 |
Gesù
che santifica.
|
| 3ª
Decina |
 |
Gesù
che nasce povero.
|
| 4ª
Decina |
 |
Gesù
offerto per noi.
|
| 5ª
Decina |
 |
Gesù,
il Santo dei Santi.
|
| 6ª
Decina |
 |
Gesù
agonizzante.
|
| 7ª
Decina |
 |
Gesù
flagellato.
|
| 8ª
Decina |
 |
Gesù
coronato di spine.
|
| 9ª
Decina |
 |
Gesù
carico della croce.
|
| 10ª
Decina |
 |
Gesù
crocifisso.
|
| 11ª
Decina |
 |
Gesù
risorto.
|
| 12ª
Decina |
 |
Gesù
asceso al cielo.
|
| 13ª
Decina |
 |
Gesù
che ti colma di Spirito Santo.
|
| 14ª
Decina |
 |
Gesù
che ti risuscita.
|
| 15ª
Decina |
 |
Gesù
che ti corona di gloria.
|
(In
latino:
| 1ª
Decina |
 |
quem, Virgo, concepisti.
|
| 2ª
Decina |
 |
quem
visitando Elisabeth portasti.
|
| 3ª
Decina |
 |
quem, Virgo, genuisti.
|
| 4ª
Decina |
 |
quem
in templo praesentasti.
|
| 5ª
Decina |
 |
quem
in templo invenisti.
|
| 6ª
Decina |
 |
qui
pro nobis sanguinem sudavit.
|
| 7ª
Decina |
 |
qui
pro nobis flagellatus est.
|
| 8ª
Decina |
 |
qui
pro nobis spinis coronatus est.
|
| 9ª
Decina |
 |
qui
pro nobis crucem baiulavit.
|
| 10ª
Decina |
 |
qui
pro nobis crucifixus est.
|
| 11ª
Decina |
 |
qui
resurrexit a mortuis.
|
| 12ª
Decina |
 |
qui
in caelum ascendit.
|
| 13ª
Decina |
 |
qui
Spiritum Sanctum misit.
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| 14ª
Decina |
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qui
te assumpsit.
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| 15ª
Decina |
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qui
te in caelis coronavit.
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Misteri
Luminosi
| 1ª
Decina |
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Gesù
battezzato nel Giordano.
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| 2ª
Decina |
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Gesù che si rivela
alle nozze di Cana.
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| 3ª
Decina |
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